Il Brazilian jiu-jitsu è nato in Brasile nella prima metà del XX secolo come evoluzione dell’arte marziale del jiu-jitsu. Letteralmente, jū in giapponese significa “gentilezza” e jutsu significa “arte”, “tecnica”. Da qui la traduzione letterale con cui è anche conosciuto il jiu-jitsu: l’arte gentile.

Come per quasi tutte le antiche arti marziali, l’origine secolare del jiu-jitsu non può essere individuata con precisione. Stili di combattimento con tecniche di jiu-jitsu sono stati riscontrati in molti popoli antichi (dal pancrazio dell’antica Grecia, all’India e alla Cina nel 3° e 8° secolo d.C.). Si sa però che questo stile di combattimento si è sviluppato e perfezionato nelle scuole dei samurai, la casta guerriera del Giappone feudale.
La creazione del jiu-jitsu deriva dal fatto che, sul campo di battaglia o durante un qualsiasi confronto, un samurai poteva finire disarmato e a quel punto avrebbe avuto bisogno di un metodo di difesa senza armi. Inoltre, colpire non era efficace in queste battaglie poiché i samurai indossavano l’armatura. Di conseguenza, rispetto ai colpi, si dimostrarono più efficaci le proiezioni e le tecniche di sottomissione che diventarono una specialità dei samurai. Nacque così il jiu-jitsu, l’arte gentile, in contrapposizione al kenjitsu e ad altre cosiddette arti rigide in cui i combattenti brandivano spade e altre armi.
Nei primi anni del XX secolo, vari Maestri giapponesi di jiu-jitsu emigrarono in Brasile (tra cui Mitsuyo Maeda, Takeo Yano, Soshihiro Satake, Isao Okano e Kazuo Yoshida).
In particolare, il Maestro Maeda, allievo del fondatore del Judo Jigoro Kano, decise di viaggiare per il mondo per dimostrare l’efficacia delle sue tecniche di lotta contro avversari di ogni taglia e stile di combattimento.

Maeda lasciò il Giappone nel 1904 e visitò numerosi paesi. Si recò negli Stati Uniti e poi proseguì i suoi viaggi in Inghilterra, Belgio e Spagna, dove per il suo portamento gli attribuirono il soprannome di Conte Koma, e in molti altri paesi dell’America centrale e meridionale.
Nei suoi viaggi diede dimostrazioni di jiu-jitsu, sfidò atleti di altre arti marziali e sconfisse migliaia di avversari nei combattimenti.
Nel 1914 arrivò in Brasile, dove continuò le sue sfide, e poi si stabilì a Belém.
Nel 1916 il circo argentino-italiano Queirolo Brothers organizzò a Belém, città dove Gastão Gracie era socio dell’American Circus, degli spettacoli dove si esibì Maeda.
Nel 1917 Carlos Gracie, il figlio maggiore di Gastão Gracie, assistette a Belém ad una dimostrazione nella quale Maeda dominava e sottometteva avversari molto più grandi di lui, e decise quindi di imparare il jiu-jitsu.
Maeda, che era amico di Gastão Gracie, insegnò quindi il jiu-jitsu a Carlos Gracie.
Nelle sue lezioni Maeda insegnava a Carlos Gracie e ad altri brasiliani (come Luiz França, futuro maestro di Oswaldo Fadda) i concetti del jiu-jitsu: sfruttare la forza dell’avversario e allenarsi effettuando sparring realistici contro partner non collaborativi.
Carlos Gracie, a sua volta, trasmise le sue conoscenze ai suoi fratelli.
In seguito Carlos Gracie si trasferì a Rio de Janeiro dove, nel 1925, fondò la sua prima scuola di jiu-jitsu.

Carlos fu il primo della famiglia Gracie ad imparare il jiu-jitsu e a sfidare atleti di altre arti marziali in combattimenti che chiamò vale tudo. Fu nel 1924 a Rio de Janeiro che Carlos Gracie affrontò in un incontro di vale tudo Samuel, un famoso atleta di capoeira.
Il fratello minore di Carlos, Hélio Gracie, sviluppò un jiu-jitsu più focalizzato sul combattimento a terra dove, avendo una struttura fisica esile, riusciva meglio rispetto al combattimento in piedi.

Sebbene la famiglia Gracie sia generalmente riconosciuta come la famiglia principale ad aver promosso il Brazilian jiu-jitsu, esiste anche un’altra discendenza di spicco derivata da Maeda attraverso un altro suo discepolo brasiliano, Luiz França che continuò con Oswaldo Fadda.
Seguendo le orme del Maestro Maeda, i membri della famiglia Gracie continuarono a Rio de Janeiro a sfidare gli artisti di altre arti marziali e altri uomini coraggiosi di tutte le origini e dimensioni. Se questi uomini muscolosi sembravano temibili in piedi, a terra diventavano facili prede dei ribaltamenti, delle leve e degli strangolamenti dei Gracie.
Le vittorie dei Gracie nei combattimenti di vale tudo iniziarono a diventare leggende e portarono in Brasile ad un forte aumento dei praticanti, delle accademie e dei campionati di jiu-jitsu.
Il 25 aprile 1967 fu fondata a Rio de janeiro, in Brasile, la Federação de Jiu-Jitsu da Guanabara. La Federazione fu istituita, sotto la Confederazione nazionale dello sport, da cinque scuole fondatrici guidate da Hélio Gracie, Alvaro Barreto, Joao Alberto Barreto, Hélcio Leal Binda e Oswaldo Fadda.
Il Presidente della Federazione era Helio Gracie, il presidente del Consiglio consultivo era Carlos Gracie, il direttore tecnico era Carlson Gracie, il primo vicedirettore tecnico era Oswaldo Faddda, il secondo vicedirettore tecnico era Orlando Barradas, il direttore dell’educazione era Joao Alberto Barreto e il vicedirettore era Robson Gracie. Oggi, queste persone sono riconosciuti come i grandi Maestri del Brazilian jiu-jitsu.
La fondazione della Federação de Jiu-Jitsu da Guanabara è stato il primo passo per rendere il Brazilian jiu-jitsu uno sport e non solo una forma di autodifesa. L’arte marziale del Brazilian jiu-jitsu iniziò ad avere una struttura e un’organizzazione. Nel giugno 1973 il Brazilian jiu-jitsu fu legalmente riconosciuto come sport in Brasile e nel dicembre 1973 la Federação de Jiu-Jitsu da Guanabara organizzò il suo primo campionato, il “1º Torneio Oficial de Jiu-Jítsu do Brasil”, ospitato a Rio de Janeiro alla Athletic Association Bank of Brazil.
Dopo il suo riconoscimento come sport e la sua rapida crescita in tutto il Brasile, negli anni ’80 il Brazilian jiu-jitsu iniziò a svilupparsi a livello internazionale ma, solo negli anni ’90 acquisì una grande visibilità in tutto il mondo grazie a Royce Gracie, figlio di Helio Gracie, che, ai primi tornei UFC (Ultimate Fighting Championship), la promotion creata nel 1993 da suo fratello Rorion Gracie che ha dato il via allo sport conosciuto oggi come MMA, sconfisse gli atleti delle altre discipline marziali, anche più forti e pesanti, usando le tecniche del Brazilian jiu-jitsu (portare a terra l’avversario e costringerlo alla resa con uno strangolamento o con una leva ad un’articolazione).

Su un altro fronte, Carlos Gracie Jr. continuò il lavoro di suo padre Carlos organizzando campionati e regolamentando l’arte come sport e arrivando a fondare nel 1994 la INTERNATIONAL BRAZILIAN JIU-JITSU FEDERATION (IBJJF) – www.ibjjf.com – che oggi è la più prestigiosa ed autorevole Federazione Internazionale di Brazilian jiu-jitsu.

La IBJJF promuove in tutto il mondo tornei con migliaia di atleti, come il Campionato del Mondo che si svolge ogni anno dal 1996.
Il Brazilian jiu-jitsu di oggi è quindi il frutto della evoluzione del jiu-jitsu, insegnato da Maestri giapponesi immigrati in Brasile, che vi è stata grazie al contributo della famiglia Gracie e di altre famiglie brasiliane che hanno dedicato la loro vita per lo sviluppo di questa arte marziale cercando di dimostrare la sua superiore efficacia rispetto alle altre arti marziali, che ha portato il Brazilian jiu-jitsu ad essere oggi uno degli sport di combattimento più praticati in tanti paesi del mondo.
La FIGMMA (www.figmma.it), fondata nel 2009 da Saverio Longo e Vito Paolillo, è stata la prima Federazione Italiana che ha gestito, disciplinato e sviluppato in Italia le discipline del Brazilian jiu-jitsu, del Grappling e delle MMA all’interno del CONI.
BJJ ITALIA, fondata nel 2021 da Saverio Longo, è l’erede della FIGMMA.
BJJ ITALIA ha come riferimento l’IBJJF – www.ibjjf.com
BJJ ITALIA ogni anno seleziona e spesa i National Team di Brazilian jiu-jitsu Adult e Kids (Gi e No-Gi) che partecipano ai Campionati Europei di Brazilian jiu-jitsu dell’IBJJF.


